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Chi combatte il terrorismo

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La Catalogna esiste da secoli, la Padania invece è l’invenzione a freddo di un politico ladro.

Quanto al resto, il pericolo per la civiltà italiana oggi è grande, e viene soprattutto dallo scadimento del livello culturale e civile di parte della popolazione, favorita da un ventennio di propaganda mirata e di abbandono al deserto della disoccupazione.

“Ti faccio abortire, brutta negra!”, gridano ormai i delinquenti italiani quando lo scippo non gli riesce. “Maledetta Boldrini!” gridano i razzisti nostrani dopo ogni attentato.

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In Europa, la maggior parte delle vittime del terrorismo sono fin qua soprattutto vittime – statisticamente – di attentati fascisti (a partire dagli anni ’70) o “ariani” (Norvegia, ecc.). In particolare, da noi è “bianca” e “di destra” la violenza giovanile diffusa, che già Pasolini prevedeva molti anni fa.

In questa situazione, il “buonismo” – per usare le parole di lorsignori – è superato. Bisogna sciogliere con la forza le organizzazioni naziste e nazistoidi, punire severamente (fino alla perdita della cittadinanza) gli autori di violenze criminali, razziste o meno, come quella citata sopra, combattere seriamente le mafie a partire dai livelli politici e imprenditoriali: tolleranza zero.

E tutto ciò non basterà se non si affronterà di petto il vero problema italiano degli ultimi vent’anni: la tragica e disgregante disoccupazione giovanile di massa, dovuta alla totale e irresponsabile libertà lasciata ai grandi imprenditori di far quello che vogliono, alla faccia delle leggi e dei lavoratori tutelati da esse.

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Benissimo. Però agli integralisti intanto bisogna sparare. Non bombardare alla cieca, ammazzando donne e bambini: ma andare a cercarli a casa loro, viso a viso, e sparargli addosso. Questo c’è chi lo fa, e sono i curdi.

Perché non dare più armi ai curdi, metterli in condizione di distruggere radicalmente l’Isis, loro che non aspettano altro? Perché alla fine, a parte tutte le chiacchiere più o meno razziste, preferiamo fare gli affari con chi ci conviene, per esempio con gli sceicchi arabi (che crocifiggono i loro eretici) o col governo islamista e anticurdo di Erdogan. Son chiacchiere gli appelli (razzisti e non) in questi casi. Bisogna usare la forza. Armate sul serio i curdi, e vedrete come l’Isis sparirà nel giro di un anno. Ma questo comporta spese e sacrifici, e i bravi razzisti di casa nostra, in realtà fighetti senza palle, trovano molto più comodo prendersela coi poveracci, con chi non si può difendere ma è facile bersaglio.

Gli unici che hanno veramente diritto di parola, in questo momento, sono i compagni che sono andati, fucile alla mano, a combattere contro l’Isis insieme ai curdi. loro italiani veri, non vecchi bacucchi razzisti chiacchieroni e feroci.

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Riccardo Orioles

Direttore Responsabile di Telejato, è un giornalista italiano, punto di riferimento nel panorama delle firme giornalistiche in Sicilia, impegnato a contrastare la mafia e la corruzione. Alcune delle sue inchieste più notevoli riguardano i rapporti tra mafia e massoneria.

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